lago della vacca

Direzione Lago della Vacca (Allacciate le Cinture!)

Buongiorno ragazzi, e di nuovo benvenuti al bancone! Accomodatevi, vi vedo già con lo sguardo di chi sta puntando il weekend. Caffè macchiato per te e un bel cappuccio per te, giusto? Bravi, fate il pieno di energie perché oggi cambiamo vallata e vi portiamo a fare un giro spettacolare nel Parco dell’Adamello: da Malga Cadino al Lago della Vacca e al Rifugio Tita Secchi.

Prima di allacciarci gli scarponi, però, un piccolo ma fondamentale “avviso ai naviganti” da parte della direzione.

L’Avventura inizia in Macchina!

Per raggiungere il nostro punto di partenza, la Malga Cadino (siamo in zona Passo Crocedomini, nel bresciano), preparatevi psicologicamente al tragitto. La strada per arrivarci è bella tosta: molto stretta, decisamente tortuosa e accompagnata da un simpatico e vertiginoso strapiombo laterale che vi terrà svegli meglio del mio caffè! Se siete voi a guidare, occhi incollati all’asfalto; se siete dal lato del burrone… godetevi l’adrenalina o fate finta di dormire. Ma vi assicuro che la fatica (e la tachicardia) al volante verranno ripagate con gli interessi.


Le Tappe del Nostro Trekking

Tappa 1: Il riscaldamento verso la Corna Bianca Lasciata l’auto nei pressi di Malga Cadino (circa 1800 metri di quota), tiriamo un sospiro di sollievo e ci mettiamo in marcia lungo il sentiero CAI 19. L’inizio è una vera passeggiata di salute: si procede su una comoda mulattiera sterrata circondati da pascoli verdi e marmotte che fischiano. È un tratto perfetto per far girare le gambe e iniziare a riempirsi i polmoni di aria buona, fino ad arrivare sotto le pendici rocciose della Corna Bianca.

Tappa 2: Pietraie, granito e il Passo della Vacca Superata la Corna Bianca, la musica cambia. La comoda sterrata lascia spazio a un sentiero di vera montagna. Il fondo si fa prima sabbioso e poi decisamente roccioso, snodandosi a mezza costa. Inizia la vera salita, ma è sempre graduale e mai spacca-gambe. Si sale in un ambiente che si fa sempre più lunare e aspro, fino a raggiungere l’insellatura del Passo della Vacca.

Tappa 3: La conquista del Rifugio Tita Secchi Svalicato il passo, lo spettacolo si apre all’improvviso. Con una leggerissima discesa vi troverete davanti l’azzurro intenso del bacino artificiale del Lago della Vacca e, incastonato proprio lì accanto, sulla sponda, l’accogliente struttura del Rifugio Tita Secchi. Siete arrivati!

Il “Rifugio” della Salvezza

Eccoci al momento che preferite: quello in cui si mettono le gambe sotto il tavolo! Il Rifugio Tita Secchi è una vera oasi per i camminatori. Niente baracchini di fortuna qui, ma un rifugio in piena regola gestito in modo impeccabile.

Potete accomodarvi nella veranda panoramica o sui tavoli all’aperto vista lago. È il posto ideale per affondare la forchetta in un bel piatto di casoncelli, oppure in una fumante polenta e cervo in salmì, rigorosamente annaffiata da una birra gelata. Qui si mangia da re circondati dal silenzio dell’alta quota.

Oltre il Lago: Per chi ha il motore truccato

Siete arrivati al lago, avete bevuto il caffè e le vostre gambe fremono ancora? Ottimo. Dal Rifugio Tita Secchi si aprono le porte del vero alpinismo e dell’escursionismo d’alta quota. I più allenati possono puntare dritti verso l’imponente Cornone di Blumone (2843 metri), una vetta maestosa che domina tutto il lago. In alternativa, potete proseguire lungo l’epico sentiero numero 1 (l’Alta Via dell’Adamello) e dirigervi verso il Passo di Blumone, immergendovi ancora di più nel cuore selvaggio e granitico del Parco dell’Adamello.


La Carta d’Identità del Trekking

Per i precisetti del gruppo che amano segnarsi tutto sul taccuino, ecco i dati della nostra giornata:

Dati EscursioneDettagli
Punto di Partenza e ArrivoMalga Cadino (zona Passo Crocedomini, BS)
Distanza TotaleCirca 12 km (intero tragitto andata e ritorno)
Dislivello Positivo~ 560 metri (da 1804m a 2367m)
Sentieri CAI19
Grado di DifficoltàE (Escursionistico – Non presenta difficoltà tecniche ma richiede allenamento per la lunghezza)

La Curiosità: Ma perché si chiama proprio “della Vacca”?

E per finire, ragazzi, l’immancabile chicca da sfoggiare con gli amici durante la salita. Vi sarete chiesti: in un posto così aspro e roccioso, perché mai questo lago e il passo si chiamano “della Vacca”? La risposta non c’entra niente con i pascoli o le malghe! Proprio sul Passo della Vacca, prima di scendere verso il rifugio, se aguzzate la vista noterete un enorme e particolarissimo macigno di granito che spunta dal terreno. Madre Natura lo ha scolpito nei millenni dandogli l’inconfondibile forma di una gigantesca mucca sdraiata. È una scultura naturale talmente perfetta che ha dato il nome a tutta l’area circostante. Ovviamente, la foto a cavallo della mucca di pietra è un rito di passaggio obbligatorio per ogni trekkista che si rispetti!

Ragazzi, i caffè sono finiti. Fate attenzione sulla strada, allacciate bene gli scarponi e andate a godervi questa meraviglia di granito e acqua. Ci vediamo al ritorno per il racconto!

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