Benvenuti al Bar del Trekkista: Oggi si va al Lago del Gleno!

Buongiorno ragazzi, e benvenuti al bancone! Prendetevi un caffè al volo, posate gli zaini un secondo e aprite bene le orecchie. So che molti di voi questo weekend hanno voglia di allacciarsi gli scarponi per una gita che unisca natura, un pizzico di storia e, perché no, la giusta dose di relax.
Oggi vi vogliamo proporre un classico intramontabile delle nostre Orobie Bergamasche: il giro ad anello al Lago del Gleno partendo da Pianezza. È un’escursione perfetta per sciogliere le gambe, staccare la spina e rifarsi gli occhi. Vi spieghiamo il tracciato passo dopo passo, così sapete esattamente quanta birra vi sarete meritati a fine giornata.
Le Tappe del Nostro Anello

Tappa 1: La partenza da Pianezza e il “fiato corto” Si parte dalla piccola frazione di Pianezza (nel comune di Vilminore di Scalve). Trovato parcheggio (occhio che in estate spesso si deve lasciare l’auto giù e prendere il comodo bus navetta), si imbocca subito il sentiero CAI 411. Non vi mentiamo: all’inizio tira un po’. Il sentiero si infila nel bosco e sale a tornanti in modo abbastanza deciso. È il classico “dazio” da pagare all’inizio per scaldare i motori, ma tenete duro perché dura poco.
Tappa 2: Il tratto in piano e l’arrivo trionfale Dopo la prima mezz’ora di salita, il bosco si apre e il sentiero diventa un bellissimo e comodo traverso pianeggiante a mezza costa. Qui si respira! Il panorama si apre su tutta la Val di Scalve e sulla maestosa Presolana. Dopo circa un’ora scarsa dalla partenza, ecco apparire davanti a voi l’imponente squarcio della Diga del Gleno. È una vista che, anche se ci sei già stato, fa sempre venire la pelle d’oca. Dietro i ruderi troverete il meraviglioso specchio d’acqua verde smeraldo.
Tappa 3: La chiusura dell’anello verso Bueggio Per non tornare sui nostri passi (al Bar del Trekkista amiamo chiudere i cerchi!), attraversiamo il torrente sotto la diga e passiamo sul versante opposto. Da qui si imbocca il sentiero CAI 410 che scende verso la frazione di Bueggio. Il paesaggio cambia, si fa più selvaggio e meno affollato. Prima di arrivare in paese, si incrociano le indicazioni che, tagliando verso sinistra, ci riportano dolcemente al punto di partenza a Pianezza.
Il “Baracchino” della Salvezza

Ora veniamo alle cose serie, perché so che camminate solo per mangiare. Proprio sulle sponde del lago, ad accogliervi come un miraggio dopo la camminata, c’è un fantastico baracchino in legno (il Chiosco della Diga). È il cuore pulsante della pausa pranzo!
Potete stendervi sui prati a bordo lago e andarvi a prendere una bella birra fresca, una bibita o un caffè. Ma soprattutto, se non vi siete portati il pranzo al sacco, preparano dei panini clamorosi con i salumi e i formaggi tipici della Val di Scalve (la formagella locale merita da sola l’escursione) e non solo Insomma, zero stress: si sale leggeri e si mangia bene guardando l’acqua.
Oltre il Lago: Per chi non è mai stanco
Per quelli di voi che arrivano alla diga e dicono “E adesso? Io ho ancora le gambe cariche!”, dal lago partono diverse opzioni interessanti. Se avete voglia di una passeggiata in più, potete puntare all’Osservatorio Pagarulì o alla caratteristica Baita Napoleù con le sue sculture in legno. Se invece siete dei macinatori di dislivello e partite all’alba, il Lago del Gleno è solo l’antipasto per salire fino al Passo di Belviso o, per i veri duri, intraprendere il lunghissimo sentiero 413 che porta al Rifugio Tagliaferri, il rifugio più alto delle Orobie bergamasche.
La Carta d’Identità del Trekking
Per gli amanti dei numeri e dei GPS, ecco i dati nudi e crudi della nostra escursione:
| Dati Escursione | Dettagli |
|---|---|
| Punto di Partenza e Arrivo | Pianezza (Vilminore di Scalve, BG) |
| Distanza Totale | Circa 8,5 km (intero giro ad anello) |
| Dislivello Positivo | ~ 400 metri |
| Sentieri CAI | 411 (andata) e 410 / varianti (ritorno) |
| Grado di Difficoltà | E (Escursionistico – Facile/Moderato) |
La Curiosità (e il doveroso ricordo) del Luogo
Prima di farvi chiudere lo zaino, voglio lasciarvi con una storia che qui riecheggia in ogni pietra. Il Lago del Gleno non è solo una meta turistica, è un vero e proprio monumento alla memoria. I ruderi che vedete spaccati a metà sono il risultato di una terribile tragedia avvenuta il 1° Dicembre del 1923.
A soli 40 giorni dal primo invaso completo, a causa di materiali scadenti e difetti di costruzione, la diga cedette. Sei milioni di metri cubi d’acqua, fango e detriti si riversarono nella vallata sottostante, spazzando via le frazioni di Bueggio, Dezzo e Corna di Darfo, arrivando fino al Lago d’Iseo e causando circa 350 vittime. Passare in mezzo a quel cemento squarciato oggi, nel silenzio della montagna, fa riflettere tantissimo su quanto la natura sia potente e su quanto gli errori umani possano essere devastanti. È una cicatrice della montagna che ci insegna il rispetto.
Ragazzi, i bicchieri sono vuoti e la montagna chiama. Preparate le borracce, godetevi il panino al baracchino e respirate a pieni polmoni la magia della Val di Scalve. Buona camminata a tutti!












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