monte orsaro

Il Grande Anello: dal Lagdei al Monte Orsaro e giù al Lago Santo

Ehi ragazzi, bentornati al banco! Visto che l’altra volta ci siamo scaldati a parlare di esoscheletri e ginocchia bioniche, oggi torniamo alle care e vecchie basi. Niente microchip, solo scarponi, fiato e uno dei giri più belli e classici che partono proprio da qui, dal nostro amato Rifugio Lagdei.

Sulle creste dell’Orsaro: le indicazioni per il sentiero

Allacciate bene le stringhe, perché si parte subito con il motore su di giri. Dal parcheggio del Lagdei (siamo a circa 1250 metri di quota) ci si immerge nella faggeta.

  1. La Salita: Vi consigliamo di attaccare il sentiero CAI 727. Preparatevi a sudare, perché la pendenza si fa sentire mentre si sale verso la Foce del Fosco o la Bocchetta dell’Orsaro. È un ottimo cardio! Una volta superato il bosco e le rocce affioranti, si sbuca sul crinale.
  2. La Vetta: Da qui, seguendo la linea di cresta, in pochi minuti si tocca la statuetta della Madonna che segna la vetta del Monte Orsaro (1831 m). Nelle giornate limpide, lo sguardo viaggia dal Mar Ligure fino all’arco alpino. Roba da farvi dimenticare tutta la fatica.
  3. La Discesa e il Lago: Dalla vetta si prosegue tenendo il crinale sul sentiero 723, per poi calarsi verso la meravigliosa conca glaciale che ospita il Lago Santo Parmense (1507 m).
  4. Il Rientro: Dopo una pausa sulle rive del lago, magari strizzando l’occhio al vicino Rifugio Mariotti, si imbocca il comodo sentiero 723A (oppure la vecchia mulattiera) che, con una dolce discesa tra i pini, vi riporta comodamente a casa, qui al bancone del Lagdei.

Il gigante azzurro: il Lago Santo Parmense

Non si può parlare di questo giro senza spendere due parole per il Lago Santo. Con i suoi 81.550 metri quadrati e una profondità che supera i 22 metri, è il lago glaciale naturale più grande di tutto l’Appennino Settentrionale.

Le sue acque cambiano colore a seconda delle nuvole e del vento, passando dal verde smeraldo al blu cobalto. D’inverno si trasforma in una spessa lastra di ghiaccio (che spesso viene addirittura attraversata a piedi dai più esperti), ma d’estate è lo specchio d’acqua perfetto dove rinfrescarsi il viso dopo la sfacchinata in cresta.


La carta d’identità del percorso

Per farvi organizzare al meglio lo zaino e i tempi, ecco un riassunto tecnico dell’anello:

Punto di PartenzaPunto di ArrivoKm PercorsiDislivello PositivoLivello di DifficoltàNumero Sentieri CAI
Rifugio Lagdei (1250 m)Rifugio Lagdei (Anello)~ 7,5 km550 mE Moderato727, 723, 723A

(Nota: serve un buon allenamento e passo sicuro nei tratti di crinale)


Lo sapevate che…? La curiosità del rifugista

Visto che ci piace raccontarvi storie davanti a un buon caffè, dovete sapere che questi boschi non sono popolati solo da lupi, cervi e trekker accaniti.

Le leggende locali raccontano che, proprio nei fitti boschi attorno al Lago Santo, si aggiri la strega Lucabagia. Si dice che questa furbissima megera accenda nel cuore della notte dei fuochi tra gli alberi per disorientare e attirare fuori sentiero i viandanti che si sono attardati al buio. Ma non preoccupatevi troppo per il rientro: la stessa leggenda narra che, se vi doveste perdere a causa della strega, comparirà magicamente una candida capra bianca per riportarvi sani e salvi sulla retta via!

Chi di voi ha già fatto questo anello? Avete incontrato la capra bianca o vi siete fermati prima a mangiare una bella fetta di torta? Fatecelo sapere nei commenti!

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