l’anello del Monte Barro tra creste, corni e panorami da brivido.”

Oggi vi portiamo su un balcone naturale che, nonostante la quota modesta, regala panorami che fanno girare la testa: il Monte Barro.
È uno di quei trekking che chiamo “scacciapensieri”: vicino a casa (per chi bazzica il lecchese), ma capace di farti sentire subito fuori dal mondo.
La partenza: Locanda La Madonnina
Abbiamo lasciato l’auto alla Locanda La Madonnina. È il punto di appoggio perfetto, a circa 650 metri di quota. Zaino in spalla e via, ci si tuffa nel sentiero. L’aria qui è subito diversa, e la salita inizia a farsi sentire nelle gambe senza troppi preamboli.
Proseguendo per il sentiero 302 del CAI, incrociamo l’Eremo del Monte Barro, un luogo che ha vissuto mille vite: nato come convento, divenne poi un albergo e fu persino destinato a sanatorio, senza però mai trovare pace. Per decenni è rimasto un’eccellenza mancata, un gigante abbandonato tra i boschi, finché il Parco non lo ha recuperato trasformandolo nel rifugio autentico e nel centro polifunzionale che accoglie noi escursionisti oggi.
La vetta: Un balcone sui laghi

Il sentiero sale deciso tra boschi e tratti più aperti. Man mano che si sale, il respiro si fa corto ma la vista si allarga. Quando arrivi alla croce di vetta del Monte Barro (922 m), capisci perché questo posto è speciale. Non serve essere a 3000 metri per restare a bocca aperta:
- Da una parte hai il Lago di Como e il Lago di Garlate che sembrano disegnati con il righello.
- Dall’altra, lo sguardo spazia sui laghi della Brianza (Annone, Pusiano, Alserio).
- E alle spalle? I giganti: il Resegone e le Grigne che ti guardano con aria di sfida.
Il giro ad anello: Tra creste e “corni”
Ma noi non siamo tipi da “stessa strada dell’andata”, giusto? Per chiudere l’anello, abbiamo proseguito lungo la dorsale verso i Corni del Barro (Sentiero delle Creste, 305 del CAI) Qui il sentiero diventa un po’ più pepato, con qualche passaggio su roccette dove bisogna usare un po’ le mani (nulla di impossibile, ma occhio a dove mettete i piedi!). È la parte più divertente: ti senti quasi un vero alpinista !
Il rientro verso la Madonnina è una discesa morbida che permette di sciogliere le gambe e godersi gli ultimi colori del tramonto che infuocano il calcare delle Grigne.
I numeri della giornata
Ecco il “taccuino del rifugio” con tutti i dati per ricalcare i nostri passi:
| Dato | Dettaglio |
| Luogo di partenza | Locanda La Madonnina (Galbiate, LC) |
| Punto più alto | Cima Monte Barro (922 m) |
| Dislivello Positivo | Circa 350 m (considerando i saliscendi dei Corni) |
| Lunghezza Totale | ~ 6,5 km (Giro ad anello) |
| Difficoltà | E / EE (Escursionistico, con brevi tratti tecnici sui Corni) |
| Tempo di percorrenza | 2h 30′ – 3h (con calma e foto di rito) |
curiosità al Bancone (La chicca del Barro…)
Mentre camminate, sappiate che state calpestando la storia. Il Monte Barro non è solo natura: ospita il Parco Archeologico dei Piani di Barra. Qui, tra il V e il VI secolo, sorgeva un enorme insediamento fortificato dei Goti. È incredibile pensare che 1500 anni fa, dei soldati stavano esattamente dove siete voi ora, a fare la guardia al lago. Praticamente stavate facendo trekking in un museo a cielo aperto!









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