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E-Skimo: Rivoluzione o la fine della fatica? Chiacchiere da rifugio

Fuori il vento fischia e la neve (quella poca che è rimasta) si sta ghiacciando. Qui dentro, davanti al camino, tra un profumo di polenta e un bicchiere di rosso, le discussioni prendono sempre una piega filosofica. Ma oggi non parliamo del canalone più ripido, oggi parliamo di “scosse”.

Avete sentito l’ultima novità arrivata dalla Svizzera? Si chiamano E-skimo. Sono usciti ufficialmente questo dicembre (2025) e promettono di cambiare le regole del gioco. O di romperle del tutto, a seconda di come la vedete.

Cosa sono?

Immaginatevi un ibrido. Un po’ sci alpinismo, un po’ fondo, un po’ motoslitta tascabile. In pratica, è uno sci pensato per lo “Ski Trekking”. La start-up svizzera che li ha creati ha montato su uno sci apparentemente normale un vero e proprio kit di sopravvivenza alla pigrizia (o di aiuto, siamo onesti).

Ecco come funzionano, spiegato semplice:

  • Il motore: C’è un motorino elettrico collegato a un rullo e a una pelle di foca che tocca la neve.
  • Il cervello: Una centralina con GPS e sensori capisce quanto state spingendo (o quanto state arrancando) e decide quanta potenza darvi.
  • La magia: Volete faticare? Impostate il supporto al minimo. Volete farvi portare su come se foste su un tapis roulant invisibile? C’è un pulsante apposta che azzera la fatica.

La cosa ingegnosa è il sistema modulare: arrivati in cima, smontate tutto. Via il motore, via la batteria, via il rullo. Si tappa il buco sullo sci con dei tappi speciali, si mette la zavorra nello zaino e… voilà, avete ai piedi un paio di sci normalissimi per godervi la discesa.

La discussione si accende: Genialità o Eresia?

Ed è qui, tra un sorso e l’altro, che il rifugio si spacca in due fazioni.

Il partito del “Finalmente!” Diciamocelo, la situazione neve è tragica. Le piste a bassa quota sono strisce bianche in mezzo al fango, e gli skipass costano quanto una rata del mutuo. Gli E-skimo potrebbero essere la risposta per chi vuole sciare senza dipendere dagli impianti, andando a cercare la neve più in alto, ma non ha il fiato (o le ginocchia) per farsi 1000 metri di dislivello con le pelli tradizionali. È lo “sci democratico” (più o meno) che apre la montagna a chi non è un atleta olimpico.

Il partito del “Non esiste!” Dall’altra parte del tavolo c’è chi storce il naso. Lo scialpinismo è conquista. Se ti fai portare su da un motorino, che gusto c’è? “Se vuoi la comodità vai a Cortina o prendi l’elicottero”. Per i puristi, la fatica è parte del prezzo del biglietto per il paradiso della discesa. Toglierla significa togliere l’anima allo sport.

Il dubbio da 5000 Euro

Poi però arriva la nota dolente, quella che fa calare il silenzio anche tra i più entusiasti: il prezzo.

Parliamo di circa 5.000 euro.

E qui sorge il vero dubbio, quello che vi giriamo: a chi servono davvero? Perché, parliamoci chiaro: chi ha 5.000 euro da spendere in un paio di sci “sperimentali”, probabilmente ha anche i soldi per permettersi la settimana bianca in hotel extralusso con lo skipass vip o l’eliski in Canada. Non è un prodotto per le masse che vogliono risparmiare sullo skipass.

È un giocattolo per ricchi annoiati che finirà in cantina dopo due stagioni? O è l’inizio di una nuova era, come lo furono le e-bike per il ciclismo, che all’inizio venivano derise e ora sono ovunque?

Forse la verità sta nel mezzo.

Il “peso” della discesa: Parliamo di tecnica (e di schiena)

Fermi tutti però, prima di tirare fuori la carta di credito (o di stracciarla), c’è un dettaglio tecnico che qui al tavolo non possiamo ignorare: la legge di gravità.

Perché sì, è bellissimo farsi portare su dal motorino elettrico, ma quando arrivate in cima e smontate tutto… quella roba dove finisce? Esatto: nello zaino.

Facciamo due conti della serva:

  • Batteria + Motore + Rullo: Anche con la tecnologia del 2025, non pesano come piume. Stiamo parlando di portarsi a spasso in discesa tra i 3 e i 4 kg extra sulla schiena.
  • La sciata: Sciare con uno zaino leggero è un conto. Sciare in neve fresca o su un pendio tecnico con una zavorra rigida nello zaino cambia il baricentro e la stabilità.
  • Autonomia: La batteria promette bene, copre dislivelli importanti, ma se finisce a metà salita? Vi ritrovate con degli sci che pesano un accidente da trascinare su a muscoli.

Quindi, il compromesso è chiaro: gambe fresche in salita, ma schiena carica in discesa. Ne vale la pena?

Il confronto sul tovagliolo: Classico vs Elettrico

Visto che qui le opinioni volano grosse, abbiamo provato a buttare giù uno schema rapido, come se lo scrivessimo ora su un tovagliolo di carta, per capire chi vince la sfida.

CaratteristicaSci Alpinismo Classico (“Sudore & Gloria”)E-Skimo (“Ski Trekking 2.0”)
Prezzo~1.500€ (Sci + Scarponi + Attacchi buoni)~5.000€ (Il prezzo di un’utilitaria usata)
Fatica in SalitaEstrema (dipende dalla forma fisica)Modulabile (da “passeggiata” a “allenamento”)
Peso in SalitaLeggero (lo sci scivola)Pesante (ma il motore annulla il peso)
Peso in DiscesaZaino leggero (solo kit sicurezza + acqua)Zaino pesante (devi caricarti il motore!)
Soddisfazione“L’ho fatta io!” (Orgoglio puro)“Che panorama e che relax!” (Edonismo)
ManutenzioneSciolina e lamineRicarica batteria, firmware, cavi, sensori…
Per chi è?Atleti, amanti del silenzioPionieri tech, chi ha poco fiato ma ama la vetta

La chiamata al Bancone

Voi cosa ne pensate? Li provereste o preferite che le vostre gambe restino l’unico motore ammesso sulla neve?

Se domani ve li regalassero, avreste il coraggio di presentarvi alla partenza di una gita con gli E-skimo ai piedi, o la soddisfazione della vetta vale solo se le gambe bruciano? Fatecelo sapere nei commenti!”

Ci vediamo in vetta (a motore o a polmoni), I gestori


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