Rif. albani

L’Incanto del Bianco: Verso il Rifugio Albani nella Veste Invernale

Bentornati al Bar del Trekkista. Oggi, mentre fuori l’aria si fa pungente, vogliamo raccontarvi di un’esperienza che abbiamo vissuto e che ha il sapore del silenzio e della neve: l’ascesa al Rifugio Albani partendo da Colere.

Sebbene sia un classico sentiero estivo, percorrerlo d’inverno, con il paesaggio avvolto dal manto nevoso, trasforma l’escursione in un’esperienza quasi contemplativa. La fatica della salita è ampiamente ripagata da una Presolana che, vestita di bianco, appare ancora più maestosa e severa.

Il percorso: il sentiero 403 sotto la neve

La partenza avviene da Colere (1030 m). In questa stagione, il sentiero CAI 403 richiede un’attenzione diversa: l’uso dei ramponcini o delle ciaspole diventa spesso indispensabile a seconda della consistenza del manto.

Il primo tratto si snoda nel bosco, dove i faggi e gli abeti carichi di neve creano un’atmosfera sospesa. La salita è costante e, con la neve, richiede un passo più cadenzato e regolare. Man mano che si sale e la vegetazione si dirada, si esce sui pendii aperti: qui la vista sulla parete Nord della Presolana è semplicemente impareggiabile. Il contrasto tra l’azzurro del cielo e il bianco abbacinante della roccia e della neve è ciò che noi chiamiamo “la ricarica del trekker”.

Arrivo in quota: il Rifugio Albani (1939 m)

Situato in una posizione che sembra dominare l’intera Val di Scalve, il rifugio appare come un baluardo tra i ghiacci. In questa stagione, la struttura si inserisce perfettamente nel contesto maestoso delle Orobie, offrendo uno spettacolo visivo che solo l’alta quota sa donare.

Nota sulla sicurezza: La montagna invernale richiede prudenza. Prima di intraprendere questo percorso, è fondamentale consultare il bollettino meteo e valanghe (ARPA), oltre ad avere con sé l’attrezzatura di autosoccorso (Artva, pala e sonda) se si esce dai tracciati battuti.

CaratteristicaDettaglio
Punto di partenzaColere, loc. Carbonera (1030 m)
Punto di arrivoRifugio Albani (1939 m)
SentieroCAI 403
Dislivello Positivoca. 900 m
Durata stimataca. 3:00 – 3:30 ore (variabile in base alla neve)
DifficoltàEAI (Escursionismo in Ambiente Innevato)

La Curiosità dal Bancone

Mentre ci scaldiamo con un caffè, vogliamo lasciarvi con una curiosità che lega il rifugio al passato industriale di questa zona. Sapevate che l’Albani sorge nei pressi di antiche miniere di ferro e fluorite? Poco lontano dal rifugio sono ancora visibili gli ingressi di alcune gallerie (come la carreggiata che portava ai vagoncini). In inverno, gli ingressi di queste miniere formano spesso spettacolari cascate di ghiaccio e stalattiti, rendendo il panorama ancora più spettrale e affascinante. Un tempo queste montagne non erano solo meta di escursionisti, ma luoghi di duro lavoro sotterraneo.

La domanda al bancone

Ed eccoci alla riflessione finale. Molti preferiscono la montagna estiva per la comodità e i colori dei pascoli, ma noi gestori troviamo che la neve abbia il potere di “pulire” la mente e restituire alla montagna il suo volto più autentico e selvaggio.

Voi come la vivete? Siete tra coloro che con la prima neve ripongono gli scarponi in attesa della primavera, o subite anche voi il fascino del trekking invernale e del silenzio della neve?

Aspettiamo i vostri racconti e le vostre opinioni qui sotto.

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