L’ULTIMA DISCESA

L’Ultima Discesa: Perché lo Sci su Pista sta diventando un Lusso Insostenibile.

Al Bancone del Trekkista, oggi cambiamo attrezzatura ma non lo spirito critico. Guardiamo alle montagne e vediamo una ferita aperta: strisce bianche sparate dai cannoni in mezzo a prati ingialliti. La domanda è scomoda ma inevitabile: lo sci alpino tradizionale ha ancora un futuro?

I “Fantasmi” ad Alta Quota: Quando gli Impianti si Fermano

Non è una previsione catastrofista, è la realtà dei fatti. Negli ultimi decenni, centinaia di stazioni sciistiche medio-basse (sotto i 1.500-1.800 metri) hanno dovuto staccare la spina.

Casa dello sciatore – Bardonecchia
  • Esempi Reali: Località storiche come Monte Campione in Lombardia hanno vissuto crisi profondissime, o stazioni appenniniche che sopravvivono solo grazie a ingenti fondi pubblici per l’innevamento artificiale. In Piemonte e sulle Alpi Centrali, decine di “scheletri” di vecchie seggiovie arrugginite punteggiano i versanti, simboli di un business model che non regge più il calore delle nuove stagioni.
  • Il costo dell’Innevamento: Sparare neve ha costi energetici e idrici folli. In un’epoca di siccità e crisi energetica, ha senso consumare milioni di litri d’acqua per garantire una settimana bianca su una pista ghiacciata?

La Rivincita dell’Autenticità: Sci in spalla e Ciaspole

Mentre lo sci “industriale” arranca, sta succedendo qualcosa di interessante: il ritorno al movimento umano. Molti appassionati, stanchi del caos, dei prezzi dei giornalieri e della finta neve, stanno riscoprendo la montagna d’inverno in un altro modo.

Immagine generata con IA
  • Dallo Skipass alle Ciaspole: Vediamo sempre più sciatori “armarsi” di ciaspole e sci da alpinismo. Si sale con le proprie gambe, si cerca la neve dove la natura l’ha posata davvero, spesso seguendo sentieri battuti per raggiungere le vette dove il silenzio non è ancora stato interrotto dai cannoni.
  • Perché questo cambio? Non è solo sport, è una dichiarazione d’intenti. È la voglia di riprendersi la montagna senza infrastrutture pesanti, accettando il limite: se non c’è neve, si cammina; se c’è, si scia in fresca.

Il Conflitto: Economia vs Ecologia

Dobbiamo essere onesti: lo sci su pista è il motore economico di intere vallate. Alberghi, scuole di sci e noleggi vivono di questo. Se chiudiamo le piste, cosa resta? Tuttavia, accanirsi con la “respirazione artificiale” (neve chimica, nuovi impianti a quote sempre più alte) rischia di essere un investimento a perdere che distrugge l’ambiente per un profitto che durerà ancora solo pochi anni.

Il dato tecnico: La quota dello zero termico si sta alzando costantemente. Entro il 2050, molte stazioni sotto i 2.000 metri potrebbero non avere più le condizioni minime per operare.


La Chiamata al Bancone

La montagna sta cambiando e noi con lei. Lo sci su pista non morirà domani, ma dovrà ridimensionarsi, diventando un’attività di nicchia per l’alta quota, lasciando spazio a un turismo più lento e sostenibile.

E tu, da che parte stai?

  1. Sei un fedelissimo della pista e credi che l’innevamento artificiale sia un male necessario per l’economia montana?
  2. Pensi che lo Stato debba continuare a finanziare impianti a bassa quota o che quei soldi andrebbero usati per riconvertire le stazioni sciistiche in centri per il trekking e l’outdoor tutto l’anno?

Dì la tua qui sotto: il futuro della neve è nelle nostre scelte (e nelle nostre gambe)!


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